La ristorazione italiana sta vivendo una profonda metamorfosi. Di fronte alle nuove sfide del settore — dalla digitalizzazione alla sostenibilità, fino alla carenza di personale qualificato — il Presidente di Re.Na.I.A., Vito Pecoraro, nel numero di maggio-giugno 2026 della rivista AFFARI DI GOLA ha delineato la visione e il ruolo cruciale degli istituti alberghieri nel ridisegnare l’ecosistema formativo nazionale.
Nel suo intervento, il Presidente ha chiarito che gli istituti alberghieri non sono semplici centri di formazione tecnica, ma i primi avamposti della disciplina turistica sul territorio: “Il turismo non è improvvisazione: è una scienza della valorizzazione del territorio”.
Il disallineamento tra le competenze richieste dalle imprese e quelle dei diplomati nasce spesso da carenze nell’orientamento e nella didattica. È fondamentale ricordare che gli studenti impegnati nei percorsi scuola-lavoro non sono semplice forza lavoro, ma giovani che stanno completando la propria crescita professionale e che richiedono tempo e accompagnamento.
A seguito della riforma del 2017, che ha ridotto le ore di laboratorio a favore della parte culturale, la collaborazione con le imprese è diventata ancora più vitale. Le aziende devono aprirsi a una co-progettazione didattica, entrando nelle classi tramite comitati tecnico-scientifici per indicare le competenze necessarie, orientare i ragazzi alla passione e offrire al contempo condizioni di lavoro dignitose.
Nella sua intervista ha concluso facendo presente che per fare un vero salto di qualità, bisogna lavorare a livello locale, trasformando i luoghi in cui i ragazzi fanno stage in veri “luoghi del saper fare“, rispettando le peculiarità di ogni territorio. Senza una filiera formativa pubblica forte, non può esserci un futuro solido per la ristorazione e per il turismo in Italia. La sfida della Re.Na.I.A. resta quella di restituire ai mestieri dell’ospitalità il valore sociale, culturale e professionale che meritano.









